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Vasi comunicanti

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Il vaso di Pandora è scoperchiato. Con l’emergenza Covid19 il lavoro è accelerato, nonostante sia paradossalmente rallentato e circoscritto: nuove dinamiche di relazione e condivisione, nuovi spazi di lavoro capovolti, un peso strategico per il digitale. Oggi comunicazione interna ed comunicazione esterna non hanno più confini. Tutto fa parte di uno stream continuo, esteso, esagerato. Uno stream costante. Una volta le barriere erano chiare, nette, rafforzate da linguaggi specifici, formati poco interattivi, piattaforme chiuse e protette dai solidi barriere all’entrata con intranet aziendali inviolabili.

Oggi tutto è saltato e bisogna prenderne atto. Cosi dieci giorni fa un messaggio motivazionale dell’imprenditore Urbano Cairo rivolto alla propria forza vendite, con toni trionfalistici e discutibili per via della drammatica situazione che stiamo vivendo in Italia e nel mondo, viene erroneamente condiviso sui social. È un problema legato a quel potere editoriale diffuso e pervasivo che coinvolge tutto noi e all’uso esponenziale e semplificato del video come chiave di narrazione. In fondo probabilmente il video viene rilanciato da qualche collaboratore dell’area vendite  senza pensarci troppo, in modo ingenuo. Ma intanto la frittata è fatta. Successivamente arriva il messaggio di puntualizzazione (qui la ricostruzione fatta da Il Post sul primo video e qui il secondo video).

I dipendenti di un tempo confinati tra le mura aziendali e oggi armati di smartphone dalle proprie abitazioni diventano consumatori, opinione leader, medium di se stessi. Ecco perché occorre lavorare sulla cultura aziendale, partendo dalla consapevolezza pervasiva dei media digitali. Ma c’è altro da aggiungere. Ai top manager e CEO viene richiesta un’attenzione ai toni, ai modi di comunicare. Anche internamente non è più accettabile una comunicazione da coach anni ’90. Viene richiesto di saper interpretare il proprio tempo, saper leggere i bisogni della comunità allargata oltre al proprio tornaconto. Abbiamo bisogno di messaggi motivazionali gentili e contemporanei, evitando di essere o sembrare sopra le righe.

Dall’Italia alla Cina. “A partire da questo mese io e il presidente James Liang smetteremo di percepire lo stipendio, mentre tutti i top manager del nostro board si applicheranno tagli volontari alle retribuzioni, fino a metà del compenso”. Questo è il messaggio per i dipendenti, trapelato poi sui media e amplificato dai social, scritto da Jane Jie Sun, CEO di Trip.com. La guida della più grande piattaforma cinese dedicata ai viaggi online, colosso da 428 milioni di dollari di fatturato e trentamila dipendenti, ha deciso di azzerarsi il compenso. Una risposta alla crisi. Non sempre le notizie che escono allo scoperto dall’interno verso l’esterno hanno un elemento critico. Ma attenzione: il rischio di speculare, soprattutto in questa fase, sarebbe imperdonabile.