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7 consigli per lavorare al meglio in smart working

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Lo smart working esteso e forzato a causa dell’emergenza coronavirus ci sta facendo riscrivere le regole della socialità, in casa e fuori. In fondo tutti insieme stiamo ripensando il lavoro, le relazioni, la gestione delle attività che in casa – tra figli, nonni, compagni, cani e gatti – diventa necessariamente multitasking. «Con questa crisi aziende grandi e piccole stanno interpretando il loro ruolo con messaggi reattivi senza precedenti. L’interruzione forzata ha portato a riflettere su come essere meglio preparati per le crisi future», hanno scritto sull’Harvard Business Review Martin Reeves, Nikolaus Lang e Philipp Carlsson-Szlezak, tutti analisti di Boston Consulting Group.

Benedetto e maledetto smart working. Sul Financial Times pochi giorni fa la scrittrice Margaret Heffernan ci ha ricordato un esperimento sociale condotto dal MIT di Boston. Due gruppi di lavoro. Il primo con pausa caffè con i colleghi tutti i giorni. Il secondo senza. E a conti fatti il primo è emerso più produttivo, perché quelle che sono pensate spesso come “pause e perdite di tempo” non lo sono affatto. D’altronde lo scambio di un gruppo dal vivo è correlato alla produttività del singolo.

Detto questo, come orientarsi al meglio in questi giorni di smart working? Ho provato a buttare giù sette consigli. Voi che ne pensate?

1. Preparati per la giornata come se uscissi. Proprio come faceva il grande Andrea Camilleri, che in più interviste aveva dichiarato ch, pur scrivendo da casa, sentiva il bisogno di vestirsi di tutto punto prima di iniziare.
2. Fai pause in modo ricorrente. Paradossalmente la tendenza è sempre stare al computer. Perché quando si lavora in smart working è assodato che si lavora di più. Quindi occorre prendersi il proprio tempo.
3. Meeting e videochat sì, ma in pochi. I sistemi sono diventati sempre più performanti e possono coinvolgere molti colleghi e collaboratori. Ma le teleconferenze molto numerose statisticamente generano più perdita di tempo.
5. Leggi libri, ascolta musica, guarda serie tv. Finito di lavorare impariamo a riscoprire la forzata vita casalinga leggendo, ascoltando musica, guardando serie tv. E chiudendo il pc nel cassetto.
6. Fai moduli di formazione. Li trovi online, sulle piattaforme di e-learning delle aziende ma anche su YouTube. Se non vuoi stare collegato per molto tempo davanti allo schermo del pc guardati gli interventi dei TEDx.
7. Non si vive di solo digitale. Moderiamo gli stream sui social e riprendiamo il dialogo in casa con figli, fratelli, compagni, amici. Questo tempo che stiamo vivendo è cupo, stressante, agitato, accelerato e al tempo stesso lento. Ecco, partendo da questa lentezza riscopriamo il senso del tempo.

La foto in alto al post è stata rilanciata dalla libreria parmense Diario di bordo, premiata dal Centro per il Libro e la Lettura del Mibact. Una libreria indipendente che, nei giorni del delirio collettivo di accaparramento dei generi alimentari nei supermercati, aveva proposto l’accumulo di libri. La libreria conta ottomila volumi raccolti in cinquanta metri quadrati.. L’avevo raccontata qui. E buone letture a tutti.