Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Dalla liberalizzazione del wi-fi ai regolamenti attuativi AgCom, dalle dirette “a rete unificata” alle partnership editoriali: ecco le ragioni della rete delle micro web tv per brindare in queste feste 2010.

216 
Armatevi di tanta pazienza, questo post è un po' più lunghetto del solito, ma di cose ne sono successe tante in questi mesi.
E poi quest'anno – lo sapete bene – vanno di moda gli elenchi. Così ho pensato di preparare un mini-elenco sulle ragioni per cui la rete dal basso e videopartecipata, tutta italiana, deve necessariamente brindare. Ques'anno più che in passato sotto l'albero di Natale le micro web tv, videoblog, i micromedia iperlocali hanno trovato alcuni doni, anche inaspettati.
Un brindisi allora per un 2010 con pollice su e che rafforza il web nostrano, in attesa di tuffarci nelle sfide del nuovo anno.

Il primo brindisi è per la rete delle micro web tv italiane, che nel 2010 raggiunge quota 436 canali. Nel 2009 in Italia abbiamo contato 289 antenne. Il tasso di crescita degli ultimi dodici mesi è stato del +52%. Tanti sono i fattori che hanno determinato questo boom. Tra tutti l'abbattimento dei costi del digitale e una “alfabetizzazione” del web più capillare. Alle micro web tv si somma il migliaio di micromedia di informazione locale, che mapperemo nel corso del 2011.

Il secondo brindisi è per una notizia di poche ore fa, anticipata peraltro in diverse occasioni pubbliche dallo stesso ministro dell'Interno Roberto Maroni (anche se poi, si sa, tra il dire e il fare…): la liberalizzazione del wi-fi. L'Italia si aggancia al resto d'Europa eliminando quella norma retrograda e totalmente inutile, che però al contempo ha permesso di allontanarci dalla diffusione della cultura digitale. Dal 1^ gennaio 2011 si preocede all'ieliminazione dei divieti e dei controlli che intralciavano le postazioni wi-fi di bar, ristoranti, musei, con l'obbligo di identificare tutti gli utenti e registrarne il traffico.

Terzo brindisi, raccontato in tutte le salse nelle settimane precedenti. I pronunciamenti dell'AgCom sui regolamenti attuativi del Decreto Romani (in vigore sotto il silenzio assoluto dal 3 giugno 2010). La temuta mannaia nella loro attuazione si è risolta nell'azzeramento dei balzelli e nel conseguente annullamento degli espletamenti burocratici. Pagano soltanto le web tv sopra i 100mila euro. Con buona pace di tutta la nostra rete di cittadinanza attiva digitale.

Quarto brindisi, il network che fa network, le dirette sul web "a rete unificate" (nella foto lo studio bolognese allestito per la maratona della legalità Cose Nostre). Il 2010 ha segnato l'esplosione del fenomeno, dopo la felice intuizione di Michele Santoro con il suo “Rai per una notte”, realizzato al Paladozza di Bologna e trasmesso su migliaia di piattaforme. Così la nostra rete delle micro web tv ha deciso di trasmettere con un medesimo codice embedded la stessa programmazione su centinaia di piattaforme.
Il 22 aprile è stata realizzata Rita101, una maratona sul web per il compleanno di Rita Levi Montalcini. L'evento – ideato da Ipazia Preveggenza Tecnologica e  Altratv.tv e in partnership con Nòva24, Current e Wired con una miriade di network editoriali – è stato trasmesso su 272 piattaforme. Il 1^ luglio Liberarete, la maratona per la libertà di informazione anche sul web contro il decreto “anti-intercettazioni” soprannominato “legge bavaglio”, ha visto le micro web tv schierarsi accanto alla Federazione Nazionale Stampa Italiana. E ancora, a due mesi dal brutale assassinio del sindaco di Pollica le micro web tv hanno proposto Cose nostre, maratona per la legalità e la cultura, in memoria di Angelo Vassallo.

Quinto brindisi per la proposta lanciata nel corso del meeting nazionale delle web tv di creare un osservatorio che coinvolga tutti i media indipendenti: dalla musica con il MEI all'home video, dall'editoria con Minimum Fax alle web tv universitarie con UStation, dalle web radio col circuito Raduni alla federazione delle micro web tv FEMI. Insieme come alleati per ragionare insieme su come i contenuti emergenti siano un valore rispetto a quelli mainstreaming. Contro una cultura dell'omologazione, per la salvaguardia dei "piccoli" network di editoria e cultura.

Infine un altro brindisi per le collaborazioni editoriali avviate dalla federazione FEMI (che compie il primo anno di vita). In primis la partnership con Nòva24, dalla quale peraltro è nata la stessa federazione. Poi quella con Sky per la realizzazione dei videobox nel neonato canale per gli stranieri Babel (piattaforma Sky 141). Ancora con Wired nell'ambito della campagna sociale “Sveglia Italia” per la diffusione della banda larga. E ancora con Current per le maratone “a rete unificata”.

Per il 2011 la sfida sarà mettere a sistema un fenomeno sperimentale che ha mostrato le sue eccellenze. Puntando sui trend vincenti: la geolocalizzazione (quindi anche sulla pubblicità locale digitale), la targetizzazione (con la verticolazzazione dell'offerta per micro-community mirate), il network con una programmazione condivisa (ovvero la creazione di una vera e propria syndacation). L'attenzione sarà protesa ai contenuti editoriali (in fase di studio un codice di autoregolamentazione, mentre il credo è gia' online) e alla sperimentazione più sistematica dei modelli di business. Con un occhio rivolto sempre all'hyperlocal (molto, ma molto local) e l'altro a ciò che accade all'estero (con gemellaggi e confronti, soprattutto con i Paesi del Mediterraneo, nord-Europa e US).

Auguri !