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Il nostro appello al Governo per fermare il Beauty Contest. E la tua firma per un sistema concorrenziale, libero e aperto

 

Anticoncorrenziale e antieconomico. In poche parole – molto dirette – una vera follia. Mi sto riferendo al beauty contest e all'assegnazione delle frequenze tv legate al Digitale Terrestre, assegnazione che sembra (ad oggi) offrire un bel regalo di Natale ai colossi Rai, Mediaset e Telecom. Ma procediamo con ordine.

Il bando – nato come risposta dello Stato italiano alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea per la mancanza di una effettiva concorrenza nel mercato televisivo – sacrifica in effetti i principi di concorrenza e pluralismo del mercato a favore dei principali player del settore.  Il meccanismo di assegnazione del “Beauty Contest”, che come noto non prevede oneri di tipo economico a carico del vincitore della gara, non appare tra l’altro la scelta più opportuna di fronte al drammatico stato di crisi in cui versa il Paese. Una simile procedura non può, inoltre, garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, anche alla luce del differente criterio adottato per l’assegnazione delle frequenze destinate ai sistemi mobili: in quel caso l’AgCom ha preferito optare per un’asta al rialzo fra tutti gli operatori del settore garantendo allo Stato una somma pari a 3,7 miliardi di Euro dalla sola assegnazione del primo lotto, oltre un miliardo in più rispetto all’obiettivo minimo previsto.

Ecco perché noi della FEMI (Federazione Media Digitali Indipendenti) insieme ad Altroconsumo abbiamo presentato una diffida formale al Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera perché disponga il ritiro del bando.

La diffida – predisposta dagli avvocati Guido Scorza, Carmelo Giurdanella, Elio Guarnaccia, Dario Reccia e Francesca Bilardo – è stata notificata anche alla Commissione Europea e ad altre Autorità di vigilanza e controllo. Per supportare l’istanza chiedendo il pagamento del dovuto per la concessione delle frequenze digitali è stata predisposta una petizione online aperta a tutti i cittadini. Perché oggi più che mai è fondamentale puntare su un sistema televisivo con più concorrenza, aperto e libero. Quello che è mancato al nostro Paese per tanto, troppo tempo.

Nel video proposto sopra al post Maria Alessandra Scuderi intervista l'avv. Guido Scorza.