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Prorogate le iscrizioni ai Teletopi 2010. E intanto Carmen Lasorella scrive ai canali. Ecco un’anteprima del messaggio. «Il nuovo è una scelta, oltre che una necessità, ed è una scelta responsabile. Ma occorre anche andare sul campo».

 

Carmen_lasorella 
Ci sarà tempo fino a domani sera venerdì 18 novembre a mezzanotte per iscriversi ai Teletopi 2010, gli oscar delle micro web tv italiane. L'iscrizione è online su Teletopi.tv. Ad oggi 92 canali gareggiano su otto distinte categorie. Valuteranno i lavori una giuria di esperti: da De Biase (Nòva24) a Luna (Wired), da Tessarolo (Current) a Poggialini (Avvenire). Le premiazioni avverranno nel corso del meeting nazionale delle micro web tv italiane. Intanto il presidente di giuria Carmen Lasorella ha scritto una lettera alle micro web tv. Sarà divulgata nelle prossime ore. Ecco una prima anticipazione.

«Col web ho lo stesso rapporto che ha un musicista che suona a orecchio. Ma all’irrazionalità della passione per la polifonia, si aggiunge la curiosità tutta razionale per uno strumento che si aggiorna e si dilata di continuo, con i suoi codici, i suoi linguaggi, il senso di libertà e di immediatezza della Rete. Tuttavia, a causa dell’analfabetismo digitale, come del musicista che non conosce le note, c’è la consapevolezza del limite, la frustrazione dell’ostacolo, perfino il dubbio dinanzi a un’altra cultura e a un’altra informazione. Nel bene e nel male. Anzi, la mia generazione, che ha usato anche la macchina da scrivere quando non bastava il taccuino, che all’inizio trasmetteva dai luoghi di corrispondenza con un telefono satellitare grande quanto una valigia, forse è perfino privilegiata. Il nuovo è una scelta, oltre che una necessità, ed è una scelta responsabile. Nel computo dei pro e dei contro, se la rete è indubbiamente un valore, oltre che una straordinaria opportunità, resta quel distacco e l’abitudine ad usare altri mezzi, a cercare il rapporto diretto, ad andare sul campo, nelle sfumature che il digitale non potrà comunque offrire, perché derivano dal contatto (fisico). È quel di più, che si trasferisce anche nel metodo (…). Però laddove ad esempio le maglie della censura e le dittature comprimono il circuito dell’informazione, la blogosfera e le tecnologie – ne sono convinta – incoraggiano la libertà».