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Quelle idee “disintermediate” e il record mondiale di due italiane d’eccellenza

001, ©A18534-2011

L’unione fa la rete. Lo abbiamo scritto tante volte su questo blog che racconta le storie dei Netizen, quei cittadini digitalizzati che di fatto adottano le tecnologie digitali e sociali per accelerare trasformazioni e per generare cambiamenti. D’altronde la forza propulsiva della rete la si respira proprio in questa sua capacità di entrare in contatto diretto. E tutto ciò in questo mondo digitale e “liquido” presuppone un tratto sempre più distintivo di disintermediazione: si arriva così a bypassare di fatto gli attori tradizionali delle varie filiere che in passato gestivano le relazioni per entrare in contatto con gli utenti. E con una community in rete che diventa anche comunità, confrontandosi spesso dal vivo.

Oggi possiamo dire che gli italiani sanno essere anche pionieri di questa capacità di disintermediare la rete. D’altronde nel campo dell’editoria digitale il record mondiale porta proprio una firma italiana. Sto parlando di Francesca Cavallo e Elena Favilli, startupper nostrane e anime della media company Timbuktu Labs, oggi basate negli Stati Uniti e artefici del successo planetario delle Rebel Girls (nella foto in alto al post, credit ©Timbuktu Labs).

Sono state proprio lor due nell’aprile 2016 a lanciare su Kickstarter un crowdfunding associato alla creazione di un libro per bambini in lingua inglese con le favole della buonanotte: “Good Night Stories for Rebel Girls” – questo il titolo – ha spopolato in rete, arrivando a raccogliere più di un milione di dollari. Precisamente 1 milione e 300 mila dollari dal lancio della campagna da 70 nazioni diverse e in soli 28 giorni. Di fatto si tratta ancora oggi del libro più finanziato nella storia del crowdfunding. Le favole sono state pubblicate lo scorso anno negli Usa e questa primavera 2017  in Italia per Mondadori. Di loro ha scritto anche il Guardian e io stesso ho avuto modo di incontrarle dal vivo pochi mesi fa al TedxTiburtino (qui il video integrale).

DISINTERMEDIAZIONE RESILIENTE

La disintermediazione in rete si esplicita in tantissimi campi e si può praticare in diverse modalità. Una delle più adottate è quella del crowdfunding. Di raccolte online ce ne sono centinaia – segnalatemele!! – e tra le tante vi suggerisco questo progetto italianissimo. Che racconta un’altra idea di italianità che partecipa, fa squadra, cerca di cambiare lo stato delle cose. Si tratta di due storie che si dipanano tra Brescia a Casale Monferrato. “Le testimonianze delle comunità di Brescia e Casale Monferrato documentate in quattro anni di riprese inedite, dimostrano che c’è chi agisce e cambia il corso delle cose, chiede alle istituzioni bonifiche, trasparenza, dati e avevo bisogno di restituire ai cittadini tutto quello che ho visto e raccontato sulla carta e sul web in questi anni”, ha affermato Rosy Battaglia, giornalista d’inchiesta e fondatrice dell’associazione Cittadini Reattivi, progetto giornalistico multimediale online dal 2013. Qui per sostenere il crowdfunding delle Storie Resilienti, aiutando a produrre i primi due documentari e un ebook con le storie più rappresentative per la collettività raccolte.

ANCHE LA CRONACA NERA DISINTERMEDIATA

Anche un giornalista di lungo corso può scegliere di abbracciare la rete e di proporre il suo libro ad un pubblico virtuale. In questa estate 2017 questa disintermediazione ha coinvolto Filippo Nanni, vice-direttore di Rainews e autore dell’ebook “Il mostro in frantumi”, ordinabile su Amazon. Nanni ha seguito per tanti anni come inviato la vicenda processuale di cronaca nera del Mostro di Firenze e ha deciso di raccontare, romanzandole, la vita privata e le storie personali dei protagonisti di quell’aula. “Non ho pensato a un prodotto tradizionale, ma a qualcosa di diverso. Mi è piaciuta l’idea di sperimentare l’e-book, l’idea di “sparare” nella galassia del web quel racconto scritto mentre facevo l’inviato per il Giornale Radio Rai”, ha dichiarato Nanni all’ANSA.