A rischio le micro web tv italiane

15 Napoli Est 

C'è molta motivata preoccupazione tra le micro web tv italiane e gli operatori della rete in queste ore. Ci sono pericolosi tentativi di regolamentare e tassare in modo arbitrario e pretestuoso il sistema informativo digitale rappresentato dal giornalismo partecipativo dal basso. Nei giorni scorsi l’Agcom, dando seguito al percorso stabilito dal decreto Romani, ha emanato due delibere, la n. 258/10/CONS e la n. 259/10/CONS, con le quali ha avviato le consultazioni su due schemi di regolamento concernenti la prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica e la fornitura di servizi di media audiovisivi a richiesta.
Se i nuovi regolamenti delineati dovessero entrare in vigore le web tv si troverebber costrette a richiedere all’Agcom due apposite autorizzazioni: una per trasmettere in modalità streaming ed una per trasmettere in modalità on demand, al costo di 3.000 € cadauna. A ciò si aggiungerebbero una serie di documenti e normative che graverebbero le web tv di ulteriori costi e complessità di gestione. In caso di inottemperanza le due delibere prevedono sanzioni molto precise. Tali normative metterebbero in serio pericolo una realtà sociale, delineatasi negli anni in Italia e rappresentata da una serie di micro web tv che in rete operano, spesso ancora senza modelli di business strutturati, ma in un'ottica di sperimentazione e al solo fine di informare e valorizzare i propri territori.
Questi micro canali creati da cittadini videomaker per passione rappresentano nella loro unicità il tessuto informativo iperlocalizzato italiano e svolgono un ruolo di primaria importanza e un servizio di pubblica utilità, colmando un vuoto informativo. L'entry level dettato anche dall'abbattimento dei costi del digitale ha favorito in questi mesi una crescita a tre cifre e una professionalizzazione delle italianissime web tv. Il rischio che questo schema di regolamento pone è la chiusura, in un terreno come quello del net dove la democrazia partecipativa informativa dovrebbe essere tutelata. Occorre vigilare e – se necessario – far sentire la propria voce. Anche nuovamente a rete unificata.