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Abbandoneremo le piazze di Facebook per altri piccoli e agguerriti social?

CityGlance

"Facebook si è diffusa come una malattia infettiva, ma stiamo lentamente diventando immuni alle sue attrazioni".

La scorsa settimana la notizia ha fatto sobbalzare buona parte di analisti della rete. In un pezzo apparso sul Guardian è stata citata una ricerca promossa da John Cannarella e Joshua Spechler, entrambi del dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale della Princeton University. Secondo Cannarella e Spechler la piattaforma sarà in gran parte abbandonata entro il 2017 (qui la ricerca).

Come si legge nel post sul Guardian, Facebook – che il 4 febbraio celebrerà il suo 10° compleanno – si è imposto sui rivali come MySpace e Bebo, ma perderà l'80% della sua base di utenti entro i prossimi tre anni. L'allarme, molto più contenuto e finalizzato ad un target ben inquadrabile, riguarda anche l'headquarter del social network. Per il Chief Financial Officer di Facebook David Ebersman negli ultimi tre mesi s'è registrato un calo di utenti giovani: "Abbiamo visto una diminuzione di utenti giornalieri, in particolare tra gli adolescenti".

Il tema l'ho già afforntato dalle colonne di Nòva24 alcuni mesi fa. La maturità e saturazione del mercato spinge verso altri social network, più piccoli, agguerriti, molto verticali, tematici e soprattutto regionalizzati. La glocalizzazione dei social è solo all'inizio ma c'è chi giura nel tempo arriverà ad imporsi. In alto al post trovate il team di CityGlance, prima social mobile app che crea connessioni tra le persone sui mezzi pubblici e in tutto il mondo. Sviluppato da tre giovani informatici milanesi con la voglia di innovare, è nato da un’esigenza “pratica”: "conoscere le ragazze con le quali in metrò ci si riusciva a scambiare solo qualche occhiata".