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Perché a Bologna è nata la via più social d’Italia e le altre community di buon vicinato

Social-street-Bologna

Questo post nasce da un conflitto di interessi, e lo ammetto sin dal suo esordio. Perchè io abito in via Fondazza a Bologna e ho visto nascere e ora crescere la social street di via Fondazza, una community dei vicini di casa inserita in un gruppo chiuso su Facebook. Ebbene, dalla prima esperienza bolognese si stanno moltiplicando una serie di altre social street (tutte mappate su questa nuova piattaforma). 

Proprio domenica sul cartaceo di Nòva24 del Sole24Ore ho raccontato questa community dei vicini di casa, ma anche altre realtà che negli anni si sono moltiplicate in Italia (in fondo al post trovate il pezzo uscito domenica con le dichiarazioni di Federico Bastiani, ideatore della social street di via Fondazza, e un virgolettato di Carlo Alberto Carnevale Maffè dell'Università Bocconi).

Ora, anche nel pezzo ricordo come già nel 2001 un pensionato all'epoca settantenne fece nascere a Bologna la prima tv di condominio. Si chiamava Teletorre 19 ed era una tv via cavo, diventata poi tv online. Raccontava un palazzone di 19 piani situato al quartiere Pilastro. Ma Bologna è anche la patria delle prime telestreet: tra queste si ricorda la mitica Orfeo TV, geolocalizzata in via Orfeo. Le telestreet ebbero vita breve ma molto significativa: trasmettevano nei coni d'ombra lasciati dalle frequenze terrestri dei grandi network. Comunicazione di prossimità geografica, con un bacino limitato a poche centinaia di metri. Ma andando ancora più a ritroso sempre a Bologna nel 1977 nacque anche la mitica Radio Alice, emblema delle prime radio libere e pioniera di una comunicazione di frontiera e di dissenso anche politico. 

Ma allora, perchè Bologna, dalla radio libera alla social street? Perchè qui credo ci sia una sintesi felicissima tra associazionismo, cittadinanza attiva e militanza politica. Questa partecipazione politica è sfumata ma non si è mai riciclata nell'antipolitica spinta. Anzi: ha fatto germogliare nuove esperienze di partecipazione di prossimità. Il tutto poi unito ad una sperimentazione grazie al digitale, con una cultura di laboratorio che nasce dalla vicinanza universitaria e che si alimenta di una serie di professionalità differenti.

Scarica 01.12.2013 Nova24 Sole24Ore