31 dicembre 2011 - 12:51
Il 2011 riviviamolo con gli hashtag. E scopriremo che è l'anno del "citizen journalist" più che del "protester"
E' stato un anno intenso quello che si sta per chiudere, un anno che ha portato il contestatore, quello che viene definitivo l'indignato, ad occupare la copertina del Time. Il 2011 verrà ricordato da molti come l'anno che - più di ogni altro - ha segnato il ruolo della Rete come protagonista indiscussa: dalle proteste di piazza Tahir alle rivolte londinesi, dalla morte di Steve Jobs al disastro giapponese. Anche in Italia la Rete è cresciuta e ha lasciato una firma importante: dalle amministrative della primavera con Pisapia ai referendum, dai no-tav a Marco Simoncelli. In tutti questi macro-avvenimenti internazionali... Continua a leggere
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