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Da FEMI a FEMI. Le battaglie per la rete libera e plurale anche con i tanti media digitali indipendenti.

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La mia personale sensazione è che sembrano passati tanti anni, ma in fondo sono soltanto pochi mesi. Per la precisione quindici, tra attività di informazione, formazione e sensibilizzazione, in un momento di fortissima accellerazione del fenomeno del micro-citizen journalism e delle micro web tv. La nostra Federazione FEMI è stata costituita venerdì 27 novembre 2009. Conta 130 associati tra web tv e micro web tv italiane.

Oggi, a pochi giorni dal suo secondo anno di vita, la Federazione si riposiziona nello scenario costantemente in movimento rappresentato dalla rete. Pur mantenendo la sua specificità, abbraccia gli altri attori che raccontano la rete libera e plurale con orgoglio, fatica ed entusiasmo. Nell'ottica della continuità col suo (recentissimo) passato, FEMI mantiene il suo acronimo, ma amplia la sua portata. Da Federazione delle micro web tv diventa Federazione dei Media Digitali Indipendenti: potranno ora iscriversi alla Federazione molti più attori che operano in campo digitale. Cinque sono infatti le aree di rappresentanza: web tv e micro web tv, fornitori di servizi ugc, etichette musicali e culturali, web radio e media digitali editoriali sul web (webzine, blog, micromedia)‏. Abbiamo richiesto la partecipazione anche ai network di web radio e web tv operanti anche in ambito universitario.

Il passaggio è stato condiviso nel comitato direttivo, anche in quello allargato. Il pre-annuncio è stato effettuato al Senato della Repubblica lo scorso 24 febbraio, in occasione della tavola rotonda sul diritto d'autore. Ora la nuova Federazione verrà proposta al territorio: mercoledì 2 marzo a Torino, poi a Catania l'11 marzo e a Jesi il 25 marzo. E poi ancora in altre mille tappe in lungo e in largo per l'Italia.
Lo ripeto, si mantiene intatta la propria identità di presidio e valorizzazione della rete libera e plurale, ma si aumentano i compagni di avventura, in questo cammino che è infrastutturale ma soprattutto culturale.

Due le principali ragioni che hanno spinto a questo passaggio:
Primo. La rete libera e plurale va vista nel suo insieme, con un coinvolgimento attivo: è tempo per creare alleanze e sinergie tra tutti gli attori digitali che contribuiscono a svolgere un ruolo critico e di impegno in rete.
Secondo. Si va verso soluzioni “ibride”: anche le micro web tv iniziano a mutuare rispetto al solo strumento del video. Si innestano come web-radio, webzine, sia su piattaforme social sia su supporti mobili.

Ecco allora i quattro punti che credo siano essenziali per il Manifesto FEMI (e vedrete che sono una riconferma sostanziale di tutta la politica dello corso anno):
Primo. FEMI persegue e incentiva una visione della rete libera e plurale: la sua attività si inserisce in una mappatura del fenomeno italiano e in un costante confronto internazionale.
Secondo. FEMI monitora le attuazioni di normative e regolamenti e propone una articolata serie di iniziative di informazione e formazione. Promuove la creazione di tavoli di confronto su: diritto d'autore, open source e creative commons, copyright, diritto di rettifica.
Terzo. FEMI denuncia i ritardi infrastutturali, di mercato e culturali della rete in Italia.
Quarto. FEMI incentiva una valorizzazione della cultura alternativa, attraverso una analisi e un monitoraggio delle nicchie di pubblici e di media, anche rispetto ad una cultura mainstream e mass market. Auspica una collaborazione sempre più sinergica e fattiva tra grandi network indipendenti digitali e piccoli e significativi attori del territorio.

Tutti i dettagli della vision, attività e quote societarie saranno forniti nelle prossime ore (per le micro web tv aderenti 2011 la quota resta invariata). La squadra della Federazione è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e la casella mail è sempre attiva: info@femitv.tv

Il confronto continua. Oggi più che mai è importante "fare rete", oltre che "essere in rete".